I Dintorni

Santa Fiora. (19 km.)

Possiede addirittura tre quartieri distinti, disposti uno sopra l'altro a terrazze, dalla zona del parco della Peschiera, a Borgo, a Castello e nella piazza centrale il bel Palazzo Sforza Cesarini, in peperino. Insieme a Sovana fu capitale aldobrandesca, famosa per le maioliche robbiane e per il Sasso della strega Petorsola.

Piancastagnaio. (20 km.)

Ancora una rocca e un centro interessanti, con il Palazzo Bourbon del Monte, la Chiesa della Madonna di S. Pietro, il Convento di S. Francesco. A pochi chilometri, un insolito e gigantesco leccio secolare ricorda una sosta del Santo. Vetta dell'Amiata, quota 1700, è facilmente raggiungibile da ognuno dei paesi che le gravitano attorno. D'inverno si scia, d'estate si godono le meraviglie del bosco di faggi.

Abbadia San Salvatore. (24 km.)

ll più grande dei centri amiatini, sede dell'illustre Abbazia omonima, famosa fin dall'Alto Medioevo e fondata, secondo la leggenda, dal re longobardo Rachis. La cripta è un raro esempio di architettura e scultura protoromanica.

Sovana. (22 km.)

Città etrusca, romana, medievale, culla degli Aldobrandeschi e patria di Gregorio VII, è avvolta nella ricca vegetazione tipica di questa zona e difesa da una cinta di mura sulla quale domina la Rocca Aldobrandesca. Nella splendida piazza si ergono notevoli monumenti come il Palazzetto dell'Archivio, il Palazzo Pretorio e quello Bourbon del Monte, la Loggia del Capitano, la piccola e attraente chiesa di S. Maria con il ciborio del IX secolo, quella diroccata di Mamiliano, santo dragoctono che la tradizione sovanese vuole precipitato in una botte di chiodi, Al limitare dell'abitato, si trova l'imponente cattedrale romanica. Poco lontano, la grandiosa necropoli rupestre etrusca con la Tomba della Sirena, poi la Tomba Ildebranda, quella del Sileno, dei Colombari, la Tomba Pola.

Sorano. (18 km.)

Borgo medievale arditamente arroccato su di un crinale tufaceo, su cui s'innalza la potente Fortezza Orsini. Nel Centro la Torre dell'orologio, la Chiesa di S. Niccolò, il Palazzo Comitale, il Masso Leopoldino, la Porta dei Merli. Vitozza, Nelle immediate vicinanze di San Quirico di Sorano si trova questo singolare ed arcaico insediamento abitativo rupestre. E' il più grande dell'Italia centrale, con le sue 200 grotte, i tre castelli.

Pitigliano. (27 km.)

Nucleo di grande e vario interesse monumentale, con l'acquedotto ursineo, la fontana e il duomo rinascimentali, la Chiesa di S. Rocco a Capisotto, il quartiere ebraico con la sinagoga, il pilastro degli Orsini carico di simboli alchemici, come il pozzo e il portale nell'elegante cortile della fortezza (attuale sede vescovile), All'ingresso del paese i ruderi della chiesa di San Francesco e la zona di Poggio Strozzoni dov'era situato un parco simile a quello fantastico di Bomarzo. Dalla parte opposta il Santuario della Madonna delle Grazie. Su tutta l'altura, che spazia sul Serpeggiare del fiume.

Saturnia. (33 km.)

Quel che rimane dell'antica città etrusca si fonde nell'aspetto medievale di borgo adagiato sul colle, lungo la Via Clodia, racchiuso nel perimetro delle mura. Nelle pietre della Porta Romana restano i segni del passaggio leggendario di Orlando. Nei pressi, in un suggestivo e selvaggio ambiente, la Necropoli del Puntone.

Montemerano. (38 km.)

Anch'esso borgo medievale situato su di un colle, sulla cui estremità è il castello, con il cortile e i palazzi signorili. Da qui i vicoli si diramano fino al cerchio delle mura, svelando piccoli capolavori di architettura. Nella Chiesa romanica di S. Giorgio altissime opere di scuola senese ed affreschi di un maestro locale. Ai piedi del paese si ricorda ancora un olivo dalle foglie d'oro.

Manciano. (45 km.)

Patria dei soli pittori di Maremma ricor-dati dalla storia dell'arte: l'Aldi e il Pascucci. Il possente cassero senese si erge sull'abitato a dominio della pianura fino al mare; ai suoi piedi la Chiesa di S. Leonardo, la fontana del Rosignoli, il Museo di Preistoria e Protostoria.

Arcidosso. (21 km.)

Sistemato proprio come la piramide di Monte Labro, luogo del profeta Davide Lazzaretti, con il cassero merlato sulla cuspide e l'abita-to che si avvita attorno. Nei pressi il Santuario dell'Immacolata e la pieve di Lamulas.

Castel del Piano. (24 km.)

E' distinto dai grigi campanili cinquesecenteschi delle numerose chiese, ricolme di altari a stucco e dipinti dei Nasini, prolifica famiglia di pittori locali.

Seggiano. (32 km.)

Adagiato su di un colle secondo un modello ricorrente, ai suoi piedi il Santuario cinquecentesco a croce greca della Madonna della Carità, edificato all'indomani di una miracolosa apparizione. Poco distante il castello di Potentino.

Rocchette di Fazio. (20 km.)

Un castello, una chiesa, un minuto e ben conservato borgo medievale, a strapiombo sull'Albegna, di fronte alle suggestive gole.

Semproniano. (18 km.)

Tipico abitato collinare sulla cui estremità è il cassero, dal quale si padroneggiano ampie porzioni di territorio.

Triana. (20 km.)

Residenza estiva dei Piccolomini, con la villa cinquecentesca entro il perimetro delle mura. All'esterno i magazzini e la posta.

Roccalbegna. (25 km.)

Candida, come la pietra di cui sono costruiti gli edifici, con i resti del cassero, la chiesa romanica dall'architrave sbilenco, le molte opere d'arte. Dalla rocca in alto il nucleo urbano appare come l'immagine del suo stesso progetto e il corso dell'Albegna si legge fino al mare.

Vivo d'Orcia. (25 km.)

Nei pressi dell'abitato, a quasi 1000 metri di quota, si trova la villa dei Cervini di robusto impianto tardo-rinascimentale, nel com-plesso detto "l'Eremo".

Castiglione d'Orcia. (37 km.)

Nucleo urbano con caratteristiche senesi nell'uso del cotto. Insieme all'intatta Rocca d'Orcia, dov'è la poderosa Rocca a Tintinnano, guarda sulla val d'Orcia, verso Pienza e Montepulciano.

Radicofani. (29 km.)

Sul caratteristico poggio si riconosce con facilità il profilo inconfondibile del paese di Ghino di Tacco con la torre del cassero isolata nell'orizzonte. Al piedi, il Palazzo della Posta.

Gradoli. (34 km.)

Imponente il palazzo Farnese che ricopre gran parte della superficie del centro storico, i cui edifici sembrano tutti delle "dependances" di questo straordinario esempio di architettura tardorinascimentale.

Bolsena. (46 km.)

Proprio sul lago, con il suo massiccio castello merlato e le bellissime chiese. Nei pressi aleggia la presenza dell'antica città etrusca.

Capodimonte. (48 km.)

Alto esempio di architettura militare, la fortezza dei Da Sangallo si erge sul promontorio che protegge l'abitato.

Marta. (51 km.)

Di aspetto simile ad altri centri laziali, contraddistinti da un'edilizia secentesca di stile romano, è anch'essa sul lago, con i suoi edifici di peperino. Vi si celebra una singolare processione detta Barabbata, a metà tra il sacro e il profano, il 14 di maggio.

Montefiascone. (61 km.)

Dall'alto, guarda la piccola e fertile valle sottostante che degrada verso il lago. Il profilo si distingue nelle curve delle cupole e nella solidità degli edifici. Ai piedi del paese la Chiesa di San Flaviano, di forme curiose.

Orvieto. (53 km.)

Come tanti dei centri della zona, è costruita sopra un'altura tufacea e rischia continuamente dei cedimenti. Il biancore delle guglie del duomo gotico-romanico si eleva sui tetti più scuri della città e al tramonto il mosaico del timpano riflette la sua sostanza dorata. All'esterno e all'interno, capolavori di pittura e scultura. Numerosi sono gli altri edifici degni di nota, tra i quali il Pozzo di S. Patrizio, e le opere ammirabili nei musei dell'Opera del Duomo e della Fondazione Faina. Il territorio è ricchissimo anche di aree archeologiche, come le necropoli del Crocefisso del Tufo e di Cannicella, le tombe delle Bighe e dei Veli.

Civita di Bagnoregio. (66 km.)

Tra le crete, in un'angusta valle lunare, resiste al tempo che rosicchia il poggio su cui è posta. Si raggiunge solo a piedi, attraversando un lungo ponte, fino alla bellissima porta, e poi dentro all'abitato, nello spazio sospeso della piazzetta e delle poche vie.